Stress da smartphone: una minaccia per la work-life balance

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Lo stress da smartphone: una minaccia per la work-life balance

Lo smartphone è indispensabile per chi lavora, per chi studia, per chi non lavora. ma lo stress da smartphone mette anche a rischio la tua work-life balance. Descrivo prima le cause dello stress da smartphone, poi seguono suggerimenti per il suo utilizzo in un’ottica di work-life balance.

Cosa c’è di stressante nello smartphone?

Secondo una ricerca recente condotta negli USA dall’American Psychological Association (2017), ben 4 su 5 persone dicono di controllare spesso o addirittura continuamente email, sms, social media. Chi controlla continuamente o spesso email, sms o le conversazioni sui social media dice di sentirsi più stressato rispetto a chi non controlla spesso. I più stressati sono coloro che controllano l’email anche nei giorni non-lavorativi.

Quando sono eccessivi, i comportamenti da controllo non fanno stare bene; perché loro stessi sono fonte di stress: puoi soffrire dalle preoccupazioni di dover controllare tutto, anche l’azione di controllare in sé è stressante (perché pensi a.e. di non avere controllato tutto). Quando il malessere è grande, uno psicoterapeuta ti può aiutare.

Ma lo smartphone stressa anche per altri motivi, per lo più per i pensieri che scatena il suo utilizza: Chi lo utilizza per controllare le email di lavoro spesso si stressa perché sà che l’altro si aspetta una risposta veloce (Gillespie, Walsh, Winefields, Dua, & Stough, 2001).

Ma lo smartphone dà anche delle preoccupazioni per eventi esterni che diventano fonti di stress: secondo la ricerca dell’APA (2017), il 42% dei controllori ha paura degli effetti dei social media sulla propria salute fisico e mentale. Altri sono preoccupati per le discussioni politiche e sociali (APA, 2017). Altra fonte del malessere dei controllori tecnologici è che si sentono meno connessi con la famiglia, anche quando fisicamente passano del tempo insieme. Sembra che in qualche modo lo smartphone impedisca di condividere emozioni o di vivere dei momenti di felicità insieme, che servono a ristabilire l’equilibrio psico-emotivo dopo una giornata pesante.

Chi lavora e ha figli: lo stress da smartphone è doppio

Secondo la stessa ricerca, ben 35% dei genitori che lavorano dicono di controllare spesso (o continuamente) email relative al lavoro anche nei giorni non lavorativi. Questo nonostante tutti i loro impegni tipici del weekend!

Ma i genitori hanno da gestire anche un’altra fonte di stress da smartphone: l’uso che ne fanno i loro figli! Anche se quasi tutti i genitori americani (94%) hanno stabilito qualche regola in famiglia sull’uso di smartphone o tablet (non a tavola, non prima di andare a letto, ecc.), per 1 su 2 genitori regolare il tempo che i figli passano davanti allo schermo è una battaglia continua (e quindi causa di stress). Anche i genitori si sentono disconnessi nei momenti che passano insieme con i figli e sono preoccupati per l’influenza che i media sociali possano avere per la salute fisica e mentale dei loro figli. Tra i genitori di adolescenti i più preoccupati per questi effetti sono i genitori di figlie (69%) rispetto a quelli dei figli maschi (34%).

Quando un genitore torna a casa, dovrebbe passare dei momenti di tranquillità e intimità con partner e figli per ristabilire l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Sembra invece che lo smartphone renda questo necessario rilassamento giornaliero, indispensabile per la work-life balance, più difficile e invece consumi ancora più energia.

Allora butto lo smartphone?

Ovviamente no, non è tutto colpa dello smartphone. Chi è tendente al controllo (questa tendenza dipende in parte dalla biologia, in parte dagli eventi che sono capitati durante la vita) avrebbe probabilmente controllato lo stesso le notizie, le relazioni o altro anche se non fossero mai esistiti smartphone e tecnologie simili. Certe convinzioni, scopi, idee e pensieri insieme a caratteristiche della vita sociale e culturale favoriscono l’inizio e il mantenimento di questi comportamenti di controllo e allo stress legato a questo (Lee, Chang, Lin, & Cheng, 2014). D’altro canto lo smartphone, per le sue funzioni e il modo con cui ci interagisci è uno strumento che si presta molto bene al controllo.

Cosa puoi fare per ridurre lo stress da smartphone:

  • meglio limitare il proprio uso. Per fare questo potresti limitare il numero delle app attive, dedicare del tempo specifico all’uso dello smartphone, attivare la suoneria/gli avvisi solo in determinati momenti e silenziare la suoneria fuori questi momenti. In uno studio recente un gruppo di psicologi dell’Università di British Columbia hanno trovato che quando la suoneria dello smartphone è disattivata, le persone dicono di migliorare il livello di attenzione e ridurre la iperattività.
  • Meglio limitare il controllo delle email: in uno studio sperimentale Kushlev e Dunn (2015) hanno visto che limitare il controllo delle email a 3 momenti al giorno riduceva lo stress percepito durante il lavoro e la pressione del sangue. Questi tipicamente interferiscono con l’attenzione e quindi con la qualità di ciò che stai facendo. Potresti anche proporre un’organizzazione adeguata sul posto del tuo lavoro.
  • Prevedere dei periodi detox dalla tecnologia. Il weekend da ora x a ora x, durante la vacanza ecc.

Suggerimenti per genitori:

  • Ricordati che sarai sempre un modello di ruolo per i tuoi figli. A tutte le età si impara osservando gli altri.  Si osserva quello che gli altri fanno e non fanno, commentano o non commentano. Più coerenti queste informazioni sono, più probabili che si imparino. E si impara di più da una persona che si ritiene importante (prima sono mamma e papà, a volte l’insegnante, più tardi i compagni e amici). Quindi se ritieni giusto un uso limitato della tecnologia, per esempio dedicando dei momenti specifici – fallo tu per primo! Parla con i tuoi figli di cosa o come ti fa sentire.
  • Conversare con i tuoi figli per sapere cosa gli succede o non succede: NON significa dire come si fa questo o come non si fa quest’altro. Significa ascoltare veramente (vedi l’articolo dedicato) e creare una discussione insieme, scambiando idee. E’ indispensabile essere interessati in quello che loro hanno da dire. Ascoltare e conversare sono più efficaci rispetto a forme di controllo più esplicite come “fammi vedere quello che fai/ scrivi” o l’uso di app di controllo remoto: queste pratiche infatti non permettono una relazione di fiducia.
  • Stabilire regole per l’impostazione dei dati relativi alla privacy, ai profili online, come scrivere e/o commentare i post, momenti on e momenti off.

 

Bibliografia
  • American Psychological Association (2017). Stress in America: Coping with Change. Stress in America™ Survey.
  • Deursen, A. J. A. M. Van, Bolle, C. L., Hegner, S. M., & Kommers, P. A. M. (2015). Computers in Human Behavior Modeling habitual and addictive smartphone behavior. The role of smartphone usage types, emotional intelligence, social stress, self-regulation, age, and gender, Computers in Human Behavior, 45, 411–420.
  • Gillespie, N. A., Walsh, M., Winefields, A. H., Dua, J., & Stough, C. (2001). Occupational stress in universities: Staff perceptions of the causes, consequences and moderators of stress. Work and Stress, 15(1), 53–72.
  • Kushlev, K., & Dunn, E. W. (2015). Checking email less frequently reduces stress. Computers in Human Behavior, 43, 220–228.
  • Lee, Y., & Cheng, Z. (2014). The dark side of smartphone usage: Psychological traits, compulsive behavior and technostress. Computers in Human Behavior, 31, 373-383.

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